giovedì 23 maggio 2013

Un ragazzo, che non crede in se stesso, siamo noi i colpevoli?

Prendo a esempio un ragazzo, ma sono quasi certa che  sono tanti gli adolescenti che la pensano allo stesso modo.

Molto spesso si incontrano persone che con le mani sono capaci di creare il mondo, persone che non riconoscono le loro doti, spesso per vergogna, per paura delle critiche.
È quello che accade a Miky , ragazzo dotato che non crede di essere dotato e quindi si lascia scivolare addosso le grandi opportunità che gli si presentano.
Sin da piccolo amava il disegno a matita, ci si dedicava anima e corpo, riuscendo, a fare miniature molto particolari.
Adesso il suo sogno sarebbe quello di diventare famoso per i disegni Manga.
Ma non fa niente per raggiungere il suo obiettivo, dice: "Non sono abbastanza bravo per sperarci!"
I ragazzi di oggi, non credono nel futuro. Come possono se siamo i primi noi a non crederci?
Così si lasciano andare, non cercano più di lottare per il loro avvenire...
"Tanto, a cosa serve?"
Non si parla che di problemi, di crisi del lavoro. I telegiornali ci bombardano di decisioni politiche sempre più drastiche per l'avvenire dei nostri figli e, come se non bastasse, per molti la soluzione migliore pare sia suicidarsi.
È questo che stiamo insegnando loro?
Non combattere?

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