sabato 16 aprile 2016

#Street_art a 104 anni coi colori del #crochet

Street art a 104 anni.
Sembra quasi una favola, eppure la nonnina nella foto, nonostante la sua veneranda età, è ancora in piena forma per riuscire a tappezzare la città con tutti i suoi lavori fatti all'uncinetto. Da invidia o meglio da esempio per molti, sia per la grinta e la forza d'animo, sia per la grande creatività in un mondo in cui prende sempre più piede l'automatico, l'essere uguali agli altri, la pecoroneria.
Al di la di questo, pensiamo a quanto lavoro c'è dietro, alla costanza di chi ha lavorato insieme alla nonnina per realizzare tutti gli street art che sono stati fatti bel corso degli anni. Un lavoro che non ha prezzo, che mostra grande solidarietà e unione.
Un lavoro che andrebbe tramandato negli anni e che in effetti ha portato tantissimi altri gruppi, in più parti del mondo, a svolgere la stessa cosa.
Non nasce anche a voi la voglia di realizzare qualcosa del genere nel vostro paese?
Godetevi, se volete, anche il video dedicato alla mitica nonnina:
Uncinetto arte nelle mani a 104 anni
#art_street #crochet

sabato 27 febbraio 2016

Oggi, ieri, domani

Mi mancano gli anni del "vivi e lascia vivere", mi mancano gli anni in cui il più grande problema esistenziale era uscire per incontrar gli amici. Mi mancano i sogni che avevano ancora una speranza di poter esistere. Mi manca il buongiorno del vicino di casa e il "dove sei diretta" del paesano che ti incontra per strada. Mi manca il suono delle campane che segnando le ore ti dava la sensazione che la giornata trascorresse più lentamente, senza nessuna fretta. Mi mancano i bambini in strada che urlano felici mentre, rincorrendo una palla si impolverano fino a cambiar colore al vestito. Mi manca il tempo che fu, travolto oggi da suonerie, gente che parla da sola, che vede il tramonto solo in foto perché troppo impegnata a dedicar 10 miseri minuti della loro vita ad ammirar le meravigliose sfumature che ci vengono regalate ogni sera perché. Altrimenti perdono quel link della foto di un tramonto al quale poter mettere il mi piace.
Mi manca la vera società, quella che ogni giorno ti faceva sentir viva e ti dava la vera forza per andar avanti, quella che invecchiando ti faceva sentir ancor più importante perché l'esperienza era il web, il Wikipedia di oggi.

domenica 14 febbraio 2016

Ritorno al passato o vaneggiamenti del futuro!

Ed eccomi di nuovo qui, ogni tanto ritorno al passato chiedendomi se sia giusto continuare a percorrere la via del blogger stressando quelle poche care persone che continuano a leggere i miei post. Certo che ne avete di coraggio!!!!
La mia risposta semi egoista è "certo che si!".
Ogni tanto ci vuole! Staccarsi dalla realtà e immergersi nel mondo virtuale consci che di reale ha ben poco.
Ma siamo veramente consapevoli di questo?
Apriamo la pagina facebook e ci convinciamo che tutto ciò che è scritto li sia sacrosanta verità. Leggiamo e ricondividiamo stupidaggini assurde che vanno oltre tutti i limiti della razionalità, dimentichi spesso anche del poco sapere che abbiamo imparato a scuola.
Trovi diplomati e laureati che credono a bufale megagalattiche e ti chiedi "possibile che vi sia in giro gente così credulona e stupida?"
Possibile che il web sia diventato quasi un Dio? Un luogo in cui tutto è per forza vero, un luogo che non ti pone nessun dubbio. " è vero, l'ho trovato su internet".
Se poi è su Facebook è sacrosanto!
È questo che mi ha portato a mettere in dubbio il blog, si, anche il mio blog. La mia cara pagina dove i miei pensieri prendono forma e le mie conoscenze, poche, prendono vita. A volte anche troppo.
Quante volte i miei farfugliamenti son stati presi troppo seriamente o troppo poco seriamente?
La mia speranza è che chi mi legge abbia le piene facoltà di pensare con la propria testa e capire ciò che è vero e ciò che è semplice frutto della mia fantasia 😉
Perché è giusto che voi sappiate che spesso vaneggio 😜 o sempre 😱 o mai.... Chi lo sa?

lunedì 25 gennaio 2016

Due facce come la luna

Viviamo in un mondo dove compaiono due realtà, apparentemente vere entrambe, che alla fin fine nessuna delle due è attendibile.

Un mondo in cui la nostra vita è legata ai social che vi consentono di essere ciò che non siamo, ma ciò che vorremo essere. I social, un surrogato della nostra fantasia, vera per noi più dei profumi di casa, tangibile più delle carezze, ci confonde, ci stordisce, ci convince che sia l'unica realtà possibile.

Sappiamo che ciò che circola non è sempre vero, nonostante ciò ci lasciamo convincere e ci perdiamo in bufale, in false notizie lasciandoci trasportare in un mondo fittizio, arrogante, calunniatore, falso adulatore, come dei pecoroni ammuffiti.

Noi stessi mostriamo due facce, ora buonisti, ora razzisti, ora proclamatori di pace e tolleranza, ora agguerriti violenti pronti a distruggere il mondo.

Due facce come la luna.
Una luminosa visi ile al mondo,sensuale e seducente, compassionevole.
L'altra fredda, buia, nascosta e tenebrosa.

....
Ma la cosa più triste in tutto ciò è che nonostante ne siamo pienamente consapevoli, continuiamo a vivere quella vita social, giorno dopo giorno, drogati di quel mondo falso perché senza.di esso non sapremmo vivere.
La #tristezza

venerdì 22 gennaio 2016

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sabato 28 novembre 2015

Cosa stiamo dando ai nostri figli?




Un mondo banale, creato di illusioni e di perenne insoddisfazioni.
Un mondo in cui ci si sa solo lamentare, in cui esistiamo solo noi e il buon senso civico esiste solo a parole.
Ragazzi che se non ottengono sono insoddisfatti della vita. Si lasciano trascinare da idee balorde e da gruppi il cui principio è fondato sulla ricerca della trasgressione.
Oppure si chiudono in se stessi, barricati in una camera a giocare col la play o a chattare su whatsapp convinti di avere tanti amici.
Persone che non conoscono che spesso si mostrano per come li desiderano gli altri e non per come sono in realtà, magari migliori.
Ma noi, genitori, di cosa ci lamentiamo?
Invecchiati alla mercé di facebook e di twitter, convinti che al resto del mondo interessi veramente ciò che noi pensiamo o ciò che condividiamo.
Noi che facciamo i salti di gioia se vediamo che il nostro link, il nostro stato, piace ad almeno 20 persone.
Noi che ci sentiamo realizzati e in pace con noi stessi se riusciamo a dare il primi buongiorno a chi spesso non sa neanche che esistiamo...
E questo lo chiamiamo vivere.
Ci siamo dimenticati di come funziona la vera comunicazione, quella che si fa in piazza o al bar davanti a un caffè, guardandosi dritti negli occhi, provando l'emozione dl contatto, sentendo il calore in quel sorriso spontaneo, provando dispiacere in quelli sguardo triste del compagno di avventura.
Passeggiate, cene all'insegna del puro divertimento, tra una pizza e un bicchiere di vino e una radio che trasmette sempre le solite canzoni, ma che ogni volta ti fanno comunque emozionare o palpitare.
Dove siamo arrivati?
Cosa stiamo raggiungendo?
Siamo veramente sicuri che vogliamo lasciare questo in eredità ai nostri figli?

Dedicato a tutte le persone affette da lupus

SPAZIO UTENTI

Oh Oh

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